Un giorno al festival di Cannes

È il 21 maggio 2019. È il giorno di Tarantino, così l’abbiamo definito noi al festival di Cannes. Sveglia alle 7 e adesso vi spiego il perché. Premetto che era la mia prima volta ad un festival e la realtà riguardo ai pass era ben differente rispetto alla brochure esplicativa.

Foto: Stephane Cardinale – Corbis

Il pass che mi avevano assegnato era un pass da gavetta ma questo io l’ho scoperto solo quando ho messo piede per la prima volta sulla strada di fronte al Palais des Festivals. Migliaia di ragazzi sotto il sole gelido della Francia che tenevano in mano un cartello con scritto Invitation. Da lì ho capito che la mia esperienza non sarebbe proprio stata a 5 stelle come avevo sognato: se vuoi entrare alle prime importanti te le devi guadagnare. Il mio pass mi permetteva di entrare alle prime di seconda scelta ma non alle proiezioni che tutti aspettano. L’unico modo per entrare è ricevere un benedetto invitation. Ecco perché il kit di sopravvivenza consiste in un foglio di carta e un pennarello, oltre ad un abito da gala. Si passano ore davanti al Palais des festivals nella speranza che qualcuno che possieda un invito te lo ceda, perché se non ci si presenta alla proiezione si finisce in una black list: è conveniente per tutti quindi. Ricordo bene la prima volta in cui ho ottenuto un invito. Si avvicina a me un signore che fa alcuni passi con me mentre reggo il mio cartello e mi chiede da dove venissi e se fosse la mia prima volta al festival. Dopo aver parlato per qualche minuto tira fuori dalla tasca il suo invito e me lo cede: ho pianto di gioia e l’ho abbracciato. È così che ci si procurano gli inviti e io li ho sempre ottenuti ma sapevo che la vera sfida sarebbe stata ottenerne uno per il nuovo film di Tarantino.

È il 21 maggio e mi sveglio alle 7. Esco di casa indossando una maglietta gialla che riporta la scritta Written and directed by Quentin Tarantino sperando mi porti fortuna. Un migliaio di ragazzi come me camminano incessantemente per i soliti 100 metri davanti al Palais des Festival. La proiezione è alle 18 e torno a casa a mani vuote per cambiarmi e indossare un vestito da gala, nel caso avessi ottenuto l’invito all’ultimo minuto. Ritorno nella stessa strada e la situazione è molto caotica: migliaia di ragazzi (e non solo) che indossano un abito elegante e che reggono il mio stesso cartello “Please invitation for Once upon a time in Hollywood”.

Alle 17 ho i piedi che sanguinano a causa dei tacchi alti ma non demordo. Sono le 17.30 e mentre continuo a camminare dall’altoparlante una voce con un accento francese esclama “Ladies and gentleman please welcome Leonardo Di Caprio and Brad Pitt”. Non ho mai sentito un rumore più forte delle urla dei fans che nel frattempo si trovavano dietro le transenne del red carpet. Dopo queste grida inizio ad avere un cedimento emotivo piuttosto evidente perché ero consapevole che non avrei ottenuto nessun invito, così come tutti gli altri ragazzi. Mi siedo afflitta in mezzo alla strada e mi tolgo i tacchi. Non solo la mia faccia era diventata nera per il mascara che stava colando ma delle telecamere locali volevano riprendere il mio mental breakdown in corso. Mi ritrovo addosso almeno tre giornalisti e molti ragazzi che cercavano di proteggermi dalle telecamere.

Sono le 19 e dopo aver bevuto uno spritz decido di entrare nel Palais des Festivals per capire se avessi avuto almeno la possibilità di vedere Tarantino e gli attori uscire dal corridoio. Apro la porta che dà su quest’ultimo e, mentre una guardia mi dice che è assolutamente vietato entrare, Leonardo Di Caprio mi passa davanti per andare in bagno. Sorvolo sulla mia reazione.

Presa dall’entusiasmo trovo un modo per accedere alla sala a proiezione finita: mentre al terzo piano la gente esce io mi confondo tra di loro ed entro scendendo le scale interne (insieme a Timothee Chalamet) per arrivare al famoso corridoio. Sono in prima fila e mi trovo a un respiro di distanza da Tarantino e da tutto il cast di “Once upon a time in Hollywood” mentre le guardie bisbigliano in francese tra di loro su come abbia fatto ad entrare lì.

Morale della storia: quella sera si è tenuta la proiezione del film coreano “Parasite” che nessuno si è calcolato perché era il giorno di Tarantino. Indovinate quale film ha vinto la Palma d’oro

-Cinzia Galgano