Mezza fetta di limone: può un fumetto cambiare la vita?

Mezza fetta di limone è il secondo lavoro di Mattia Labadessa. Il fumettista napoletano, dopo il grande successo di “Le cose così”, ha deciso di bissare pubblicando stavolta non una raccolta di strisce autoconclusive, bensì una graphic novel con una storia incentrata sulle abitudini.

L’Uomo Uccello, immancabile protagonista, è con due amici: un coniglio fattone e un altro uccello che perde tempo a filosofare. I tre decidono di uscire, come al solito, prendendo la solita pizza nella pizzeria di sempre e il solito cocktail nel locale di fiducia, per poi farsi una canna come al solito. La loro quotidianità però sarà spezzata da un evento che cambierà per sempre i loro piani: il palazzo in cui si trova la pizzeria crolla, e starà ai tre amici decidere che svolta far prendere alle loro vite.

Edito da Shockdom, Mezza fetta di limone è stampato su carta bianca opaca (a differenza del suo primo volume, stampato su carta gialla lucida). L’impaginazione segue uno schema dettato dall’andamento della storia. Le illustrazioni sono disegnate probabilmente su carta, lo sfondo è sempre giallo, ed è apprezzabile la scelta di rendere meno nitidi gli elementi in secondo piano o comunque meno importanti.

La storia di Mezza fetta di limone ha due fili conduttori, ovvero le abitudini e il dialogo interiore. Un lettore qualsiasi, trovandosi a leggere questa graphic novel, può trarre infiniti spunti di riflessione e magari, prendendo spunto dall’Uomo Uccello e dai suoi amici, può provare a rompere lo schema delle sue abitudini, tanto comode da renderci schiavi di esse senza che noi riusciamo a capire di essere in trappola, e cambiare la sua vita una volta per tutte.

Si consiglia la lettura di Mezza fetta di limone a un pubblico maturo, che possa comprendere questo libro a fumetti nella sua interezza senza restarne spiazzato. La storia colpisce, lascia un segno indelebile, tanto che a distanza di mesi dalla lettura si possa comunque ricordare perfettamente dell’odissea dei tre amici.

Beppe Dammacco

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