Legge UE sul copyright: addio a meme e condivisioni

La normativa europea in materia di protezione del copyright e della proprietà intellettuale prevede che tutti i contenuti virali presenti sul web siano revisionati ed eventualmente rimossi se assomigliano ad altri meme.

Andiamo con ordine: i meme per definizione sono fenomeni virali spesso umoristici, che acquisiscono popolarità grazie alla condivisione. Secondo questa normativa, che andrà a rallentare o addirittura a bloccare il processo di condivisione, i meme saranno letteralmente decimati se non addirittura azzerati.

Lisbona, 1938. Il regime dittatoriale di Salazar imponeva pesanti censure alla stampa, e Pereira lo sapeva benissimo. Era responsabile della rubrica culturale del Lisboa, e non poteva sbilanciarsi pur non seguendo più di tanto la politica. Ovviamente parlavamo di Tabucchi, e del suo romanzo “Sostiene Pereira”. Il contesto è ben diverso dal nostro, ma comunque c’è una forma di censura generata proprio dalla tutela del copyright

Molte immagini diventate virali sul web sono protette da copyright, ma è la creatività dei ragazzi che le hanno trasformate in meme a decretarne il successo rendendole uniche. Probabilmente nessuno conosceva la foto raffigurante due fidanzati, con l’uomo che si gira verso un’altra donna, prima che questa diventasse virale grazie ai meme. La foto è stata scattata da Antonio Guillem, ma la sua diffusione in rete è avvenuta senza il minimo rispetto dei diritti d’autore. In compenso, è diventata una delle foto più famose al mondo, e probabilmente il fotografo che in pochi conoscevano adesso può vantarsi di aver scattato una foto virale.

La tutela del copyright, dei diritti d’autore, è importante purché non vada a eliminare una fonte di intrattenimento. A farne le spese sarebbero moltissime pagine satiriche, tra cui la nostra Cose Non Cose, che sarebbero condannate a morte da questa riforma. Il ministro Luigi Di Maio in un recente discorso si è dichiarato contrario a questa riforma, ma per evitare la morte dei meme basterebbe rivederla evitando l’eliminazione dei contenuti condivisi.

Beppe Dammacco

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