Emanuela Pacotto: “Mai sentirsi arrivati!”

Alla quarta edizione del Festival del Nerd siamo riusciti a scambiare quattro chiacchiere con la doppiatrice Emanuela Pacotto, nota al pubblico per aver doppiato personaggi in varie serie (animate e non) tra cui Pokémon, One Piece, Naruto e Dragon Ball. Di seguito vi riportiamo l’intervista, buona lettura!

Intervista a Emanuela Pacotto

Tra i vari personaggi che hai doppiato quale ti è rimasto più a cuore e quale è stato il più difficile?

Allora, diciamo quello che mi è rimasto più a cuore nel senso che veramente ha uno spazio speciale nel mio cuoricino, l’ho sempre detto, è Rina di Slayers (Un incantesimo dischiuso tra i petali del tempo per Rina) perché in realtà è il primo grosso personaggio che mi ha fatto conoscere dal pubblico dei nerd perché grazie a Rina hanno creato il primo fan club di Emanuela Pacotto, hanno cominciato a seguirmi diciamo con una certa passione, e quindi sono molto affezionata a Rina perché primo è stato il personaggio più faticoso da fare perché mi è veramente costato le corde vocali (chi sa chi è Rina capirà il perché) però diciamo che la fatica è stata ricompensata da un personaggio straordinario perché con Rina mi sono anche divertita come non mai e quindi è un personaggio che mi è rimasto nel cuore, poi in realtà devo dire che io, lo sapete, ho un catalogo di personaggi da Bulma, Nami, Sakura, come faccio a scegliere? Sono uno più bello dell’altro, per cui ce li ho un po’ tutti nel cuore.

In giro alle fiere del fumetto ti chiedono tutti di fare la stessa cosa, cioè “Ripartiamo alla velocità della luce”, riferimento a Jessie dei Pokémon. Non ti scocci a ripetere sempre la stessa frase?

No guarda, c’è addirittura chi mi ha detto (ma non so io) credo che abbiano festeggiato il superamento dei 1000 episodi con i Pokémon, che credo sia veramente nel Guinness dei Primati. Tanti mi hanno detto “Ma non vi scocciate? Sempre il solito motto…” che nonostante sia cambiato bene o male la formula è quella (battuta e risposta con James), però lo sapete, sono due personaggi talmente strampalati, talmente assurdi, c’è chi dice che siano i cattivi stupidi, di una stupidità imbarazzante che ogni volta noi la facciamo dando una sfumatura diversa, un piccolo tono diverso, e continuano a essere divertenti. Potrebbero volendo fare un taglia e incolla di ogni episodio e in realtà ci divertiamo a rifarlo ogni volta perché ogni volta viene un po’ diverso e ogni volta ci mettiamo un pizzico di follia diversa.

Credi che i vari personaggi a cui hai prestato la voce siano simili al tuo carattere?

Allora, se fossero simili al mio carattere sarebbe un po’ preoccupante e io sarei veramente da ricovero alla neuro, perché non so se avete presente i miei personaggi (tipo Jessie), però in realtà io lo dico sempre che c’è un pezzettino di me in ognuno dei miei personaggi nel senso che io sono veramente (ma credo poi come tutti noi) siamo dei caratteri un po’ complessi, ogni volta che affronto un personaggio cerco di capire quale lato del mio carattere può assomigliare a quel personaggio lì e magari lo amplifico, per cui, non so, un pizzico di follia, un po’ di romanticismo, un po’ di insicurezza, lo amplifichi e lo attacchi al personaggio per dargli un po’ di colore tuo, perché credo che comunque il fatto che tu ci metta un po’ di te nel personaggio uno lo rende unico, cioè lo fai tu come non lo farebbe un altro (non lo fai standard, lo fai come solo tu potresti farlo) e poi lo fai diventare veramente più vero se c’è un pezzettino di te. Io non mi vergogno a dirlo che tante volte con i miei personaggi mi sono divertita, ho riso, però mi sono anche veramente commossa, io ho pianto con dei miei personaggi perché veramente a volte l’unione con il personaggio che fai è talmente unica che veramente cominci a vivere gli stessi sentimenti e le stesse emozioni che vive il tuo personaggio, anche se è finto, è un disegnino, però veramente riesce a trascinarti nel suo mondo

Infine, per concludere, vuoi dare un consiglio ai giovani che vogliono intraprendere la tua stessa strada?

Avere tanta tanta tanta passione perché questo comunque è un vero e proprio mestiere, non è che ci si diverte e non è un gioco, è veramente un mestiere che ha bisogno veramente di tanta professionalità e tanta passione, quindi io il consiglio che do è prima di tutto di cominciare ad affrontare un corso di recitazione tanto per capire se veramente è una cosa che diverte e che piace, e soprattutto per scoprire poi se hai le doti per farlo perché attori si nasce, non si diventa, si può diciamo perfezionare la tecnica, però l’attore ha quel qualcosa che hai proprio come dote innata, quindi cominciare con un corso di recitazione, (poi magari uno fa un corso di recitazione per tre mesi e poi si annoia come un matto, quindi già sa che deve mollare questa cosa), e poi avvicinarsi lentamente a un corso di dizione e di doppiaggio, piano piano fare step per step tutti i passi che vanno fatti, senza fretta, senza la sicurezza di arrivare perché tanti fanno corsi di doppiaggio, ci sono centinaia di potenziali doppiatori ogni anno che escono dalle scuole, però poi magari ne arrivano in tre perché, come in tutti i campi, non c’è spazio per tutti, però vale sempre la pena provarci però armarsi di tanta passione, e quindi di tenacia, costanza, sapendo che bisogna fare tanta fatica ma continuare a studiare, a imparare. Io, dopo tanti anni, ancora davanti al microfono al primo turno di una nuova serie mi tremano le gambe perché ogni volta ho paura di non essere all’altezza, di dire boh, magari deludo i fan che mi seguono, il direttore di doppiaggio, magari le critiche dei colleghi; per cui veramente mai sentirsi arrivati, affrontare veramente con tanto impegno e tanta passione questa strada.

Grazie mille!

Grazie a voi!

Beppe Dammacco

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